Il ricorso a tecnologie digitali per la tenuta dei libri sociali non esonera le imprese dagli obblighi relativi alla numerazione e bollatura e all’assolvimento dell’imposta di bollo e della Tassa di concessione governativa (TCG). Dal punto di vista fiscale, infatti, l’imposta di bollo si applica ai libri sociali indipendentemente dalla forma cartacea o digitale. Secondo l’articolo 16 della Tariffa allegata al Dpr n. 642/1972, ogni 100 pagine o frazione di esse dei libri è prevista un’imposta di bollo di 16 euro. Se i libri sono tenuti in formato digitale, l’imposta di bollo è calcolata sulla base delle registrazioni effettuate, ogni 2.500 righe.
L’Agenzia Entrate ha quindi precisato che imposta di bollo e TCG vanno calcolate facendo riferimento al conteggio delle righe/pagine presenti sul supporto informatico, così come avviene per le pagine fisiche dei libri tenuti con modalità tradizionale. In particolare, per applicare l’imposta di bollo sul libro giornale tenuto in modalità informatica, il computo delle 2.500 registrazioni o frazioni di esse, che genera l’obbligo del versamento, deve essere effettuato in modo autonomo per ogni singolo periodo di imposta, interrompendosi alla chiusura del singolo esercizio.
Per quanto riguarda la Tassa di concessione governativa, la numerazione e bollatura dei libri obbligatori comportano un pagamento di 67 euro ogni 500 pagine (o frazione di esse), anche qui senza distinzione tra versione cartacea o digitale. Per quest’ultima, il calcolo del dovuto viene fatto in base al numero di righe registrate, equivalenti a 25 righe per ogni “pagina” del libro.
Il versamento dell’imposta di bollo per i documenti informatici fiscalmente rilevanti va eseguito con F24 e codice tributo 2501.