Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 47/2026 (decreto attuativo della Legge Capitali), il legislatore ha compiuto un passo decisivo nell’evoluzione della governance societaria.
Non si tratta solo di nuove regole, ma di un profondo cambiamento culturale: oggi non è più sufficiente dimostrare che un sistema di controllo interno esista sulla carta. Occorre dimostrare che funzioni realmente.
Il nuovo art. 2396-quinquies del Codice Civile attribuisce all’Organo di Controllo un compito molto più evoluto: vigilare sull’effettiva efficacia del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi (SCIGR). Il controllo non è più una “fotografia statica”, ma diventa un processo dinamico e costante, capace di valutare come l’organizzazione previene, intercetta e gestisce i rischi.
Questa novità si sposa perfettamente con quanto già previsto dall’art. 2086 del Codice Civile, che impone agli amministratori di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati.
Troppo spesso gli assetti vengono visti dagli imprenditori come un banale adempimento documentale. Al contrario, essi rappresentano il vero “sistema nervoso” dell’azienda, gli unici strumenti in grado non solo di monitorare costantemente la continuità aziendale e prevenire la situazioni di crisi ma anche di garantire informazioni attendibili a soci e amministratori per supportarli nelle decisioni strategiche.
Anche la figura del Revisore Legale è chiamata quindi a un cambio di prospettiva. Pur non dovendo “certificare” formalmente gli adeguati assetti, il Revisore non può ignorarne l’efficacia. Un sistema organizzativo robusto e funzionante è garanzia di informazioni contabili affidabili, riduce il rischio di errori o frodi e permette una migliore valutazione della continuità aziendale. Al contrario, un sistema inefficace alza inevitabilmente i livelli di rischio (come richiesto anche dai principi di revisione ISA Italia).
Uno degli aspetti più innovativi di questa riforma riguarda gli strumenti di monitoraggio tecnologici. Oggi molte aziende dispongono di dashboard, KPI, sistemi di alert o persino software basati sull’Intelligenza Artificiale. Ma averli non basta: occorre verificarne l’affidabilità. Un algoritmo settato male, un indicatore che si basa su dati incompleti o un cruscotto aggiornato in ritardo generano un rischio enorme: un falso senso di sicurezza. È proprio sulla capacità di validare questi strumenti che si misura la reale maturità della governance aziendale.
La direzione tracciata dalla riforma è irreversibile: il controllo non è più un costo o un freno all’attività imprenditoriale, ma un investimento e una leva strategica per creare valore. L’obiettivo finale non è (solo) redigere un bilancio corretto, ma costruire imprese solide, in grado di prevenire le criticità prima che si trasformino in crisi. L’Organo amministrativo, l’Organo di Controllo e il Revisore Legale diventano così figure complementari, alleate nella costruzione di un’azienda trasparente, affidabile e sostenibile nel tempo.
Il nostro Studio è a disposizione per supportare gli amministratori e gli imprenditori nella valutazione, implementazione e ottimizzazione degli adeguati assetti organizzativi della propria azienda.