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Guida dell’Agenzia sulle agevolazioni alla Dichiarazione dei Redditi 2026 (anno d’imposta 2025)

L’Agenzia Entrate ha pubblicato l’edizione 2026 della guida “Tutte le agevolazioni della dichiarazione” che illustra tutte le agevolazioni fiscali che possono essere fruite dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi. https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/tutte-le-agevolazioni-della-dichiarazione-2026

La guida è composta da 12 capitoli preceduti da una parte generale dedicata a:

  • crediti d’imposta
  • oneri e spese per i quali spetta una deduzione dal reddito complessivo
  • detrazioni pluriennali relative a immobili (recupero del patrimonio edilizio, Sisma bonus, bonus verde, Ecobonus e Superbonus)
  • visto di conformità, redditi e ritenute certificati dai sostituti d’imposta, oneri e spese per i quali spetta una detrazione dall’imposta lorda contenuti nel Quadro E (“Oneri e spese”) del modello di dichiarazione dei redditi 730/2026
  • altre detrazioni
  • versamenti in acconto e riporto dell’eccedenza derivante dalla precedente dichiarazione

Di seguito, l’elenco dei singoli capitoli, suddiviso per argomenti:

Ricordiamo che quest’anno le regole cambiano in modo significativo, specialmente per chi possiede redditi più elevati, con l’introduzione di nuovi tetti massimi di spesa.

Ecco una sintesi delle principali novità.

  1. La stretta sulle detrazioni: i nuovi limiti oltre i 75.000 euro

La grande novità del 2026 riguarda l’introduzione di un nuovo limite (plafond) per le detrazioni, applicato esclusivamente ai contribuenti con un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. L’ammontare massimo su cui si potranno calcolare le agevolazioni dipenderà da un “importo base” moltiplicato per un coefficiente legato alla situazione familiare:

  • l’importo base è fissato a 14.000 euro per i redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro, ma scende a 8.000 euro per i redditi che superano i 100.000 euro.
  • questo importo va poi moltiplicato per il proprio coefficiente: 0,5 se non si hanno figli a carico, 0,7 con un figlio, 0,85 con due figli, e 1 in presenza di tre o più figli oppure di almeno un figlio con disabilità.

Alcune spese fondamentali restano escluse da questo nuovo tetto limitante, come le spese sanitarie e le rate dei mutui stipulati fino al 31 dicembre 2024. Rimane inoltre in vigore la decurtazione progressiva introdotta negli anni passati: per i redditi superiori a 120.000 euro, le detrazioni al 19% si riducono progressivamente fino ad azzerarsi al traguardo dei 240.000 euro, sempre con l’eccezione delle spese mediche e degli interessi sui mutui per l’abitazione principale.

  1. Pagamenti tracciabili

Ricordiamo che per poter beneficiare della gran parte delle detrazioni al 19%, il pagamento deve avvenire tramite strumenti tracciabili, come bancomat, carte di credito, bonifici o applicazioni via smartphone. Fanno eccezione, potendo ancora essere pagati in contanti, l’acquisto di medicinali, di dispositivi medici e le prestazioni rese da strutture del Servizio Sanitario Nazionale (o private accreditate). È vitale conservare sempre le ricevute del POS, le contabili dei bonifici o gli estratti conto per dimostrare l’utilizzo del metodo elettronico.

  1. Familiari a carico e impatto dell’Assegno Unico

Le spese (come quelle mediche o di istruzione) sostenute per i familiari a carico continuano a essere preziose per abbassare le imposte. Un familiare si considera “a carico” se il suo reddito nel 2025 non ha superato i 2.840,51 euro, soglia che viene innalzata a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni di età. È importante sottolineare che, sebbene l’Assegno Unico abbia di fatto azzerato le detrazioni dirette in busta paga per i figli a carico minori di 21 anni, i genitori mantengono comunque il diritto di detrarre o dedurre le spese sostenute nel loro interesse.

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