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Crisi d’impresa: l’importanza del monitoraggio e della composizione negoziata

Il monitoraggio costante dell’applicazione del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza conferma un crescente interesse verso la composizione negoziata. Lo strumento, gestito tramite la piattaforma telematica delle Camere di Commercio, si sta rivelando un canale efficace per la risoluzione delle crisi aziendali, favorendo accordi di ristrutturazione più tempestivi rispetto alle procedure tradizionali del passato.

In questo contesto, la giurisprudenza sta richiamando con fermezza il ruolo del professionista chiamato a redigere i piani economico-finanziari. È stato infatti sottolineato che, ai fini della tutela del credito professionale e della validità della procedura, il consulente non può limitarsi a una mera elaborazione tecnica dei dati forniti dall’impresa. Al contrario, sussiste un vero e proprio dovere di verifica sull’attendibilità e sulla coerenza dei dati aziendali. Un business plan che risulti basato su presupposti errati o non verificati può essere considerato inutilizzabile, con conseguente esclusione del credito del professionista dal passivo, a causa di un inadempimento agli obblighi di diligenza professionale.

Il successo delle strategie di risanamento dipende quindi dalla capacità di intervenire precocemente, monitorando l’adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili. La composizione negoziata offre misure protettive dal Tribunale che possono preservare la continuità aziendale, a patto che la diagnosi della crisi sia accurata e supportata da un’analisi veritiera delle prospettive di sopravvivenza. La consapevolezza della responsabilità professionale e l’utilizzo di strumenti di allerta precoce diventano, dunque, le variabili chiave per navigare con successo nelle procedure di ristrutturazione moderna.



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