L’Agenzia delle Entrate si è pronunciata in merito al trattamento IVA applicabile alla cessione e installazione di sistemi di accumulo elettrochimico asserviti a impianti fotovoltaici già operanti. Mediante la risposta a interpello ufficiale, l’amministrazione finanziaria ha escluso l’applicabilità dell’aliquota IVA ridotta del 10 per cento, confermando l’assoggettamento dell’operazione all’aliquota ordinaria del 22%.
Il chiarimento ministeriale precisa che l’accumulatore non assume la natura di componente direttamente finalizzato alla produzione di energia, bensì la funzione esclusiva di immagazzinarla successivamente. Di conseguenza, l’infrastruttura non può essere qualificata come un ampliamento o una nuova parziale costruzione dell’impianto fotovoltaico preesistente. Poiché l’impianto principale risulta già in esercizio ed è autonomamente idoneo alla produzione di energia elettrica anche in assenza del dispositivo di accumulo, non trovano applicazione le agevolazioni previste dalla Tabella A allegata al decreto IVA per gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili.
La presa di posizione dell’amministrazione traccia una linea netta nella gestione contabile e fiscale degli interventi di efficientamento impiantistico. Per le imprese e i professionisti che operano nel settore delle energie rinnovabili, la corretta qualificazione della fornitura “chiavi in mano” di sistemi di accumulo su impianti esistenti richiede quindi un’attenta valutazione nella fatturazione, escludendo la possibilità di applicare regimi agevolati che restano circoscritti alla fase di prima realizzazione o costruzione organica dell’impianto fotovoltaico.