E’ stata approvata la metodologia con cui l’Agenzia Entrate elabora la proposta 2026-2027 per i contribuenti che applicano gli Isa nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025.
Il provvedimento normativo dà attuazione alle regole sul concordato preventivo biennale introdotte dal decreto legislativo n. 13/2024. La norma (articolo 9, comma 1) stabilisce, infatti, che la richiamata metodologia debba essere approvata con un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze.
La partecipazione al CPB per il biennio 2026-2027 non è aperta a tutti. l’accesso è riservato principalmente ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). È importante sottolineare che, a decorrere dal 2025, non possono più accedere a questo istituto i contribuenti in regime forfettario. Inoltre, l’adesione è preclusa a chi avesse già sottoscritto il patto per il biennio precedente 2025-2026.
Il meccanismo si basa su un algoritmo sviluppato dall’Agenzia Entrate che, elaborando i dati dichiarati attraverso lo strumento ISA e i risultati degli anni precedenti, formula una “proposta” di reddito. La metodologia tiene conto degli andamenti economici, della redditività individuale e settoriale, nonché di altri dati in possesso dell’amministrazione. La comunicazione dell’eventuale adesione deve essere effettuata entro il 30 settembre 2026.
Il cuore della convenienza del concordato risiede nella possibilità di svincolare il carico fiscale dai guadagni effettivi. se il contribuente realizza redditi superiori a quelli concordati, l’eccedenza non rileva ai fini delle imposte dirette. Per rendere lo strumento ancora più appetibile, è stato introdotto un regime opzionale che permette di tassare la differenza tra il reddito proposto e quello del periodo precedente con un’imposta sostitutiva agevolata; l’aliquota varia in base al punteggio di affidabilità ISA:
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10% per punteggi pari o superiori a 8;
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12% per punteggi tra 6 e 8;
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15% per punteggi inferiori a 6.
Sulla parte eccedente gli 85.000 euro rispetto al reddito precedente, l’imposta sostitutiva sale invece al 43% per i soggetti IRPEF e al 24% per i soggetti IRES. Aderire alla proposta garantisce inoltre i benefici del “regime premiale ISA” (punteggio 10), che includono l’esonero dal visto di conformità per la compensazione di crediti fino a determinate soglie, l’esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici e l’anticipazione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento.
Nonostante i vantaggi, il CPB presenta criticità che richiedono una valutazione prudente. innanzitutto, l’adesione è una scelta facoltativa che si basa su dati previsionali; se il contribuente non riuscisse a realizzare redditi pari a quelli concordati, subirebbe un danno economico, poiché le imposte restano dovute sul valore pattuito. Restano inoltre esclusi dal concordato l’iva e, per i professionisti iscritti a casse private, i contributi previdenziali, che continuano a essere calcolati sul reddito effettivo.
Un punto di particolare attrito riguarda l’iper ammortamento per i nuovi investimenti previsti dalla legge di bilancio 2026. allo stato attuale, l’adesione al CPB “blocca” il reddito, impedendo di sfruttare questa agevolazione come variazione in diminuzione, a meno di futuri interventi correttivi del governo.
Il legislatore ha previsto rigide clausole di salvaguardia. il concordato cessa di avere efficacia in caso di cessazione o modifica dell’attività, o in presenza di circostanze eccezionali (calamità, infortuni gravi che portano a sospensioni dell’attività) che riducano il reddito effettivo di oltre il 30% rispetto a quello concordato. Una novità recente riguarda la cessazione legata a scenari internazionali; il patto decade in presenza di impatti economici negativi correlati a conflitti geopolitici che causino un incremento dei prezzi superiore al 5%.