Fatture elettroniche in valuta

Nella risposta 1.11 del documento LE RISPOSTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE AI QUESITI POSTI DAL CONSIGLIO NAZIONALE DEI COMMERCIALISTI pubblicato a margine del confronto tra Commercialisti e Agenzia delle entrate del 15 gennaio 2019, l’Agenzia ha precisato che quando l’emittente è un soggetto residente o stabilito in Italia, gli importi vanno esposti in fattura elettronica con valuta euro, in “coerenza” con l’art. 21 comma 4 lett. l) del DPR 633/72.

In altri termini, è vero che nel tracciato xml della FE (B2B/C, come in quello FE PA) all’interno della sezione 2.1 <DatiGenerali> della fattura, è previsto il campo 2.1.1.2 <Divisa> ma se la fattura è emessa da soggetti residenti o stabiliti il codice da inserire in quel campo deve essere obbligatoriamente “EUR”.

Se si volesse inserire nell’XML, per fini gestionali, l’indicazione della controvaluta si potrebbero usare alternativamente:

  • i campi opzionali del blocco 2.2.1.3 <CodiceArticolo> (il campo <CodiceTipo> si userà per l’indicazione della divisa secondo lo standard ISO 4217 alpha-3:2001 e il campo <CodiceValore> si userà per riportare l’importo nella divisa indicata);
  • oppure i campi opzionali della sezione 2.2.1.16 <AltriDatiGestionali>

Secondo le indicazioni diffuse da AssoSoftware, (FAQ dell’08/02/2019) se l’imponibile e l’imposta esposti in fattura sono espressi in una valuta diversa dall’Euro, la fattura (seppur regolarmente transitata da SDI) “non è valida e deve essere stornata con una Nota Di Variazione inviata allo SDI, a seguire dovrà essere emessa una nuova fattura in euro”.

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